COMUNICATO STAMPA     

23 milioni di persone – tra cui molti VIP - sono state raggiunte dalla campagna internazionale #stopfameciboverde 

lanciata da Agenda del Pianeta Terra su Megashouts.org 


La proposta di “Nutrire il Pianeta senza uccidere” è molto semplice perché interpreta le motivazioni ecologiche ed economiche espresse dall’ONU e al tempo stesso sollecita la realizzazione di una vera giustizia sia tra gli umani sia per i non umani.
Milioni di persone che soffrono e muoiono nel deserto della fame e delle malattie mentre le troppe proteine animali ammalano e uccidono i popoli industrializzati, lo spreco di cereali, di acqua, di energia usati per ingrassare miliardi di animali da reddito ogni anno in tutto il mondo, l’inquinamento creato dal ciclo di produzioni nell’inquietante scenario infernale di sangue e di torture degli allevamenti intensivi, fino alla sete interminabile degli affollati trasporti e alla morte nera dei mattatoi, rendono necessario un cambiamento della cultura, dell’economia, delle abitudini.
Questo cambiamento è molto sentito specialmente dai giovani che sono in gran parte vegani, cioè si nutrono di buonissimi e salutari piatti di cereali, verdure, legumi e frutta, al contrario di ciò che pensano alcuni “carnivori” i quali – masticando cadaveri – temono che l’alternativa sia solo l’insalata.
La cultura vegana e antispecista è invece una nuova visione cosmica del Pianeta Terra, nata dall’empatia per tutte le forme di vita e dalle nuove scienze fisiche e matematiche.
L’Agenda del Pianeta Terra ha elaborato un documento on line (che sarà inviato al Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon) che in contrasto con l’ovvietà della “Carta di Milano” generata dall’Expo 2015, esprime una strategia precisa e possibile per risolvere il problema della fame e della non violenza.
L’”ETICA ALIMENTARE” è stata denominata “Carta del Lago Cimino” perché al contrario della “Carta di Milano”, è nata in un luogo di antichi boschi sui Monti Cimini dove sopravvive un piccolo lago in una riserva naturale del Lazio (in provincia di Viterbo).

 

 

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